Art. 1 – DENOMINAZIONE
Coro
Polifonico San Biagio, in seguito riportato semplicemente con
la voce <coro>.
Art. 2 – MOTTO
La promessa del Santo Patrono della città
di Orbetello (GR): Manebo inter vos et ero protector vester.
Art.
3 – SIMBOLO
Immagine
simbolica opportunamente elaborata e raffigurata che, di necessità, va
riportata: sul labaro (se presente), sulle divise, sul
raccoglitore/repertorio, sulla carta ufficiale (unitamente ad idoneo
timbro), sulle locandine e/o manifesti.
Art. 4 – INNO
Salutis
aram Blasius, erexit aegri accurrite languentiumque vindici, votiva dona
ponite.
Cuicumque tristis
obtinet angina fauces gutturis, cui semitam meabilem obex iniquus
perstruit.
Huc pharmacis mortalibus curisque spretis advolet, potentiore
Martyris, levandus arte et dextera.
Quam fortis ille et strenuus, suos
dolores pertulit, tam mitis et clemens opem fert omnium doloribus.
Invicte
Martyr servulos tuos ab hoste protege, infer salutem corpori refer quietem
mentibus.
Sit summa laus et gloria, tibi superna Trinitas, dona precante
Blasio beata nobis gaudia.
Amen. Alleluia!
Art. 5 – SEDE
La
sede sociale, suscettibile di diversificata ubicazione, è la canonica
della parrocchia.
Art.
6 – PRINCIPI GENERALI
Il
coro si richiama all’insegnamento del Magistero della Chiesa. Per un coerente adeguamento alla normativa,
opportunamente due volte l’anno si terrà un incontro di spiritualità -
gestito dal Parroco-Priore - propedeutico ad un periodo liturgico. Detto
sacerdote è riconosciuto come guida spirituale del coro.
Art.
7 – SCOPI
Celebrare
la verità del mistero, quale parte necessaria ed integrante della
liturgia. Nel
salvaguardare questa finalità, il coro, che non ha scopi di lucro: riconosce il canto gregoriano come “proprio della
liturgia romana”; adotta canti che siano conformi allo spirito
dell’azione liturgica sviluppando quello polifonico e quello popolare
supportato dalla musica tradizionale.
Canto e musica sono a servizio delle persone
che formano l’assemblea liturgica. Pertanto si privilegerà la scelta di
canti liturgici in cui possa avere una qualche partecipazione
l’assemblea stessa.
Art. 8 – AMBITO
Il
coro s’impegna, altresì, a salvaguardare la tradizione e l’aspetto
comunitario della liturgia col prestare un servizio - come detto -
all’assemblea dei fedeli in tutti i <tempi forti> del calendario
liturgico: Natale, Pasqua e Triduo Pasquale, Corpus Domini e Pentecoste;
nelle feste della Madonna (Immacolata ed Assunta), del Patrono, della
Dedicazione della Cattedrale, nelle celebrazioni officiate dal Vescovo e/o
suo delegato, nella Messa del Te Deum di fine anno e, se di
necessità, prestare servizio anche nelle chiese che ricadono sotto la
giurisdizione della Parrocchia di S. Biagio.
Inoltre, partecipare
alle processioni (Venerdì Santo, Santo Patrono, Pace).
Così dicasi per la rassegna dei cori.
Mentre,
per eventuali e particolari occasioni e/o circostanze (matrimoni,
anniversari, ricorrenze, etc.), la partecipazione non è obbligatoria, ma
è lasciata alla libera decisione dei singoli coristi. In quest’ipotesi,
sarà cura del <maestro del coro> valutare l’opportunità o meno del caso.
Anche se non richiesto, di fronte ad un compenso elargito dai beneficiari
di turno, interverrà il Consiglio nella sua collegialità per valutarne la
destinazione.
La decisione di effettuare concerti in pubblico è di esclusiva
competenza del Consiglio, preventivamente concordandone l’adesione col
<maestro del coro> che dovrà esprimersi sul grado di preparazione
dei coristi.
Art. 9 – ORGANI
Sono organi del coro:
a) l’Assemblea dei coristi: deve essere convocata almeno una volta
all’anno.
b) il Consiglio: composto di n. 7 (sette) membri: cinque eletti
dall’Assemblea (a maggioranza di preferenze espresse fra i cinque
nominativi indicati da ogni votante); due prescelti dal <maestro del
coro> fra i rappresentanti dei settori vocali, e dallo stesso <maestro> e dal Parroco-Priore (questi
due ultimi d’ufficio, fatta salva la nomina elettiva del <maestro>
a Presidente). Dura in carica tre anni ed è rieleggibile per un max. di
due mandati. Pertanto, con un mese di anticipo sulla scadenza naturale,
dovranno essere indette regolari votazioni di rinnovo. La loro funzione è
a carattere gratuito e non dà diritto ad alcun compenso; così dicasi per
il <maestro del coro>.
Gli
eletti nominano al loro interno:
- il Presidente. In caso di suo impedimento o assenza le
funzioni vengono svolte dal Delegato (vedi voce a seguire);
-
un Delegato alle convocazioni (bacheca al portale
d’ingresso del Duomo);
-
un Delegato alla duplicazione/divulgazione dei brani e
del repertorio.
- il Segretario. Cura gli ambiti gestionali
l’eventuale fondo sostenuto da finanziamenti o elargizioni straordinari e
organizza gli aspetti logistici di un’eventuale gita o pellegrinaggio. In
presenza di una gestione contabile, deve attivarsi ad aprire un libretto
postale nei modi di legge e deve presentare un semplice rendiconto da
sottoporre in visione al Consiglio. Eventuali disponibilità saranno
utilizzate per le necessità di aggiornamento culturale del coro; redige
il verbale delle riunioni del Consiglio e di quelle dell’Assemblea.
Il
<maestro del coro>, dovrà:
-
provvedere ad educare i coristi al gusto
artistico-musicale;
-
studiare, interpretare ed eseguire forme d’espressione
musicale in modo corale, prevalentemente polifonico ed a cappella e forme
di animazione correlate alle sacre cerimonie liturgiche;
-
cercare di recuperare ed eseguire la melodia gregoriana,
essendo la cattedrale il luogo abituale dove si svolgono le cerimonie
liturgiche;
-
curare la prescelta dei brani compatibilmente idonei alle possibilità e
agli impegni dei coristi;
- stabilire la durata e la cadenza delle prove settimanali
concordandole preliminarmente con il Delegato alle convocazioni, con i
coristi e conciliando l’esecuzione dei brani con l’organista e
collaboratori;
-
rappresentare il coro nell’ambito del Consiglio
Pastorale Parrocchiale e, di conseguenza, essere il referente con
l’Ufficio Diocesano di Musica Sacra.
Il
Consiglio, nella sua collegialità, dovrà deliberare sull’attività del
coro e sulle funzioni riflesse all’organizzazione dello stesso con la
presenza di almeno quattro membri e il voto di metà più uno dei
presenti; dovrà redigere il programma di massima e le date indicative
delle sedute consiliari esternate con un congruo anticipo sui <tempi
forti> della liturgia.
Deve favorire un rapporto di amicizia tra
tutti i coristi, promuovere e valorizzare la cultura musicale in sintonia
con quanto previsto all’art. 6 (.)
Le riunioni del Consiglio avranno una
cadenza bimestrale (salvo una convocazione straordinaria espressa dal
Presidente).
Di
ogni seduta deve essere redatto, su apposito registro, un verbale a firma
del Presidente e del Segretario.
Le decisioni adottate devono essere segnalate
all’intero coro anche mediante la bacheca.
Art. 10 – ADERENTI
Fanno parte attiva del coro tutti coloro - senza limite di numero -
che lo richiedono anche verbalmente e che siano ritenuti vocalmente o
strumentalmente idonei dal <maestro del coro>. Possono
far parte del <gruppo> familiari o simpatizzanti ed anche soggetti
di altre religioni, purché intendano perseguire o contribuire alle
finalità statutarie evidenziate nell’art. 7 (.)
Art. 11 – DOTAZIONE
Ogni
corista deve essere dotato di una divisa e di un raccoglitore per gli
spartiti o testi. Detta divisa deve avere
la caratteristica dell’essenzialità e dell’uniformità: entrambi
(divisa e raccoglitore) devono recare ben visibile il simbolo esplicitato
e dettagliato all’art. 3. A
tutti è fatto obbligo indossare la divisa ogni qual volta il Consiglio ne
disporrà l’uso.
I coristi che per
motivi personali non intendono continuare la loro attività nell’ambito
del coro, sono tenuti a restituire la divisa avuta in dotazione gratuita.
Art. 12 – REPERTORIO
Con
il <repertorio> dei canti, adeguato al tempo liturgico corrente, si
curerà:
-
di valutare la bontà musicale dei brani, la congruenza
liturgica;
- di considerare primaria la partecipazione
dell’assemblea ad una celebrazione ed il suo coinvolgimento comunitario;
-
di mantenere un equilibrio fra le varie parti della
celebrazione;
- di dotare in tempo utile i coristi dei brani prescelti e
relativo spartito.
Detto
repertorio, di volta in volta deve godere della preventiva
autorizzazione del Parroco-Priore. Inoltre, quando possibile, se ne deve
prevedere un’idonea raccolta
da presentare come sussidio ai fedeli durante una liturgia ed un periodico
suo aggiornamento. Detto
sussidio farà parte integrante di una mini biblioteca da individuare per
praticità e funzione.
Art. 13 – DISCIPLINA
Pur
ricercando sempre punti e modi d’intesa, resta il principio fondamentale
che il coro deve seguire un percorso dove il rispetto della reciprocità
è primario; dove il culto e il decoro della sacralità del luogo devono
essere fortemente rispettati.
Pertanto, il mancato
adeguamento alle norme statutarie e regolamentari, quali: l’assidua e
responsabile frequentazione alle prove, il rispetto degli orari e del
calendario liturgico, il comunicare preventivamente al Delegato delle
convocazioni o altro corista l’impossibilità di presenziare ad una
prova programmata, l’indossare la divisa ufficiale, sono considerati
motivo per richiamare e correggere fraternamente l’inadempiente.
Un’esclusione dal partecipare ad una manifestazione liturgica – in
conseguenza a ripetute assenze alle prove – è a insindacabile giudizio
del <maestro del coro>.
Art. 14 – EMENDAMENTI
Le
modifiche al presente statuto devono essere approvate dall’Assemblea dei
coristi, costituita in presenza della maggioranza assoluta degli aderenti
in 1^ convocazione e di qualsiasi numero con la 2^ (sempre nello stesso
giorno), e con il voto favorevole dei 2/3 dei presenti.
Art. 15 – NORMA TRANSITORIA
In
questa fase, l’attuale Consiglio in carica, può peritarsi – in tempi
brevi – per addivenire ad una nuova composizione degli organi
rappresentativi del coro attraverso elezioni gestite coi criteri e modalità
stabiliti nella presente normativa statutaria.
Art. 16 –
NORMA FINALE
Assoggettare il presente atto alla registrazione del competente Ufficio
per formalizzarne la sua efficacia.
attingendo da quello
edito nel dicembre 1995 dall’Ufficio Liturgico Nazionale.